I MECCANISMI DELL' ANSIA

Un uomo che teme di soffrire soffre già per ciò che teme

M. De Montaigne

E' ormai universalmente condiviso da molti studiosi che nel nostro cervello ci sia la sede del circuito della paura. Precisamente nell'amigdala. Questo circuito quando stimolato innesca la sensazione di paura che mette in allarme il nostro organismo. 

Qual è la differenza fra paura e ansia?

Possiamo semplificarlo dicendo che quando il nostro organismo si mette in allarme di fronte ad uno stimolo esterno reale, per esempio una macchina ci sta venendo addosso o un tipo losco con con coltello in mano viene nella nostra direzione, si attiva la paura. Se invece stiamo attraversando sulle strisce, senza macchine nei paraggi ma pensiamo che possano venirci addosso o se vediamo un tipo losco venire verso di noi e ipotizziamo che possa volerci derubare, sta parlando la nostra ansia. In questo caso non esiste una minaccia reale, esiste la minaccia che noi percepiamo.

Cosa succede quando intercettiamo una minaccia reale o percepita?

Spontaneamente reagiamo in uno di questi tre modi:

  • scappiamo

  • attacchiamo

  • ci pietrifichiamo

Se il pericolo è reale, la nostra reazione sarà funzionale ad affrontarlo. Se il pericolo non è reale ma percepito, la nostra reazione costruirà una serie di comportamenti che dovrebbero "salvarci" la vita, in realtà ce la complicano.​

Qui entra in gioco l'ansia disfunzionale. 

Nel senso che, per paura di ciò che potrebbe accaderci cominciamo ad evitare situazioni, luoghi, persone,.. ma non solo. Chiediamo aiuto agli altri che si trasformano nei nostri angeli custodi e ci accompagnano nelle situazioni che da soli eviteremmo. Respirando così un unico messaggio: da soli, non saremmo in grado. E ancora.. ne parliamo in continuazione di quella cosa che ci fa paura e che ci crea ansia, regalandole più spazio del necessario e ingigantendola a dismisura.

Quando l'ansia ci assale sentiamo che anche nel nostro corpo alcune cose cambiano, iniziamo a sudare, possiamo tremare, il cuore batte sempre più forte, etc, viviamo queste sensazioni come perdite di controllo ed in automatico cerchiamo di riconquistare un dominio su ciò che di per sé è controllato da un sistema che si muove al 

di là della nostra volontà, per fortuna, se no dovremmo ricordarci di respirare continuamente. Così facendo interferiamo nei meccanismi che ci autoregolano e aumentiamo la sensazione di non avere più il controllo su noi stessi.

 

Da questa prima lettura si capisce quanto rilievo abbiano le nostre percezioni. Per questo sono una delle protagoniste del lavoro che propongo a chi soffre di stati di ansia.

 

Bibliografia per approfondimento:

  • La terapia degli attacchi di panico di Giorgio Nardone

  • Paura, panico, fobie di Giorgio Nardone

  • Ansia di Joseph Ledoux

  • Liberati dall'ansia e dagli attacchi di panico di Klaus Bernhardt

Francesca Meroni

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Monza 

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